Il quadro che emerge dalle statistiche evidenzia in Abruzzo consistenti aree a difficoltà di crescita ed alla ricerca di una propria identità culturale e di sviluppo.

Nello specifico, riteniamo opportuno evidenziare le problematiche dei settori dell’Agro- industria, delle zone interne e del sistema Parchi e riserve naturali, avendo come obiettivo concreto, da perseguire in tempi ragionevoli, la riduzione degli squilibri tra zone interne e fascia costiera.

L’Abruzzo, regione del centro Italia, ricca di fermenti positivi, oggi, è caratterizzata da un dualismo settoriale e territoriale con contraddizioni ancora insoluti.

L’Agro-industria, le zone interne e l’ambiente, rappresentano sicuramente le realtà più bisognose di interventi mirati da parte della  Regione Abruzzo e degli Enti Locali, essendo stati considerati settori e realtà territoriali non trainanti dello sviluppo negli ultimi decenni. Scarsa considerazione, che si traduce, in termini concreti, in sottosviluppo, spopolamento, invecchiamento, perdita di opportunità di lavoro e di sviluppo e quindi ripresa per molti versi del la centenaria strada del l’emigrazione.

Per queste ragioni, CGIL, CISL e UIL, ritengono, urgente ridefinire in tempi brevi: obiettivi strategie ed adeguare la legislazione regionale alle nuove normative, mediante una piena attivazione della   L. 97/94 e della legge regionale 95/2000 e conseguentemente dei relativi regolamenti i cui ritardi applicativi determinano la perdita di occasioni di lavoro e sviluppo sociale per le popolazioni montane.

A questo proposito occorre aggiungere un ruolo più incisivo degli Enti Locali ( Comunità Montane, Province, ecc) e degli Enti strumentali operanti nel settore (Arssa, C.B., ecc.).

Nello specifico, due obiettivi ci sembrano urgenti:

–      Come primo  occorre accelerare l’iter progettuale ed amministrativo per l’applicazione del Piano di Sviluppo Rurale, recentemente approvato dalla Commissione Europea e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione  Abruzzo.

Dare attuazione a tutti i provvedimenti  già  concordati e che non trovano applicazione tempestiva o vengono applicati  con ritardi considerevoli – pensiamo ai programmi per la forestazione  produttiva, protettiva ed ambiéntale.

Occorre, inoltre, adeguare l’attuale normativa Regionale alle nuove misure.

 2- Come secondo obiettivo occorre definire in tempi brevi Programma Leader Plus”.

Il  leader PLUS, a differenza dei precedenti programmi, predilige interventi intersettoriali

nelle aree rurali o zone interne in un rapporto sinergico tra pubblico e privato.

5u questo obiéttivo bisogna attivare un tavolo di concertazione tra tutti i soggetti pubblici,

economici e sociali; Poiché la  maggior parte dei territori interessati dai pro9etti  Leader

riguardano aree interne o contigue ai Parchi e riserve, e, considerate le finalità simili o identiche di sviluppo ecocompatibile, si rende ancor più  necessaria  un Sinergismo programmatico e operativo tra GAL ed  Enti Gestori delle aree protette.

Occorre attivare un tavolo di concertazione a breve, considerato che I’ U.E. ha già richiesto alla Regione Abruzzo le relative schede progettuali e che entro la metà di dicembre bisogna presentare il programma  a Bruxelles.

 A-   I campi di intervento nei diversi settori possono essere così sintetizzati:

a-  redazione di un piano di sviluppo agro-industriale capace di esaltare le filiere del l’olivicoltura, del la vitivinicoltura, dell’orticoltura e del la zootecnia tradizionale, ma anche di allevamenti di animali selvatici in “aree parco”. Redazione, inoltre, di piani per allevamenti di razze di animali domestici in via di scomparsa, anche mediante appositi premi incentivanti al fine di valorizzare carni e prodotti caseari di elevato valore gastronomico.

Valorizzare, inoltre, attraverso programmi ed una normativa specifica, l’Agricoltura Biologica e i prodotti tipici della regione.

Valorizzare, infine, il sistema dei marchi di origine garantita e i consorzi di qualità, nonché l’applicazione dei regolamenti comunitari relativi alle DOP (denominazione di Origine Protetta) e alle IGP (Indicazione Geografica Protetta). Creazione di idonee ed efficienti servizi di controllo della origine e qualità dei prodotti DOP e IGP;

b-  valorizzare  il  turismo,  attraverso  la  fruizione  dei  luoghi  non  legati esclusivamente ai periodi invernali, l’agriturismo, ecc.;

c-  perseguire, come obiettivo strategico per lo sviluppo delle zone interne, il recupero dei centri storici, dei paesi e villaggi montani, ecc.;

d-  favorire programmi a sostegno delle attività di artigianato e di micro impresa collegati allo sviluppo locale ed al territorio,

e-  migliorare le facoltà di collegamento con la grande viabilità e non privare i territori delle zone interne dei servizi (scuola, sanità, poste, ecc.), così da contribuire alla permanenza delle popolazioni nelle località interne;

f-  Favorire programmi per la forestazione produttiva, protettiva ed ambientale e la gestione sostenibile delle foreste, nonché la manutenzione del territorio.

In modo particolare:

–    le attività forestali rappresentano una grande occasione per lo sviluppo economico, sociale ed occupazionale delle succitate aree. Occorre che la regione si faccia carico della funzione sociale, turistica e paesaggistica del bosco. In tal senso occorre una nuova legislazione regionale ed un aumento dei finanziamenti regionali nel settore;

–    gli incendi boschivi derivano, come tutti sanno, dall’incuria in cui sono lasciati i boschi. In un bosco curato c’è meno possibilità di incendi e, ove accadono, procurano meno danni.

Occorre favorire, quindi, una politica di prevenzione mediante l’uso (sperimentale) dei satelliti stazionali ed interventi di gestione e cura del territorio e del bosco, favorendo anche la cura dei boschi di pr6prietà privata.

Nel contesto delle attività produttive del settore forestale, occorre sviluppare le cosiddette attività collaterali come il vivaismo, l’utilizzo della massa legnosa e dei prodotti del sottobosco. Queste attività costituiscono buone opportunità per l’incremento dei redditi e per la stabilità occupazionale anche se in forma stagionale ed integrata con altri lavori. In quest’ottica diventa urgente la redazione, infine, del Catasto forestale e dei piani di sviluppo forestale.

g-  altro argomento meritevole di attenzione  riguarda l’inquinamento dei fiumi e delle falde sorgive.  Occorrono interventi immediati  nel rispetto della normativa comunitaria e nazionale.

B-    Parchi e Riserve Naturali

Altro argomento centrale riguarda la difesa dell’ambiente e dei  parchi.

Una opportunità, quella dei parchi, che negli ultimi anni non solo l’Ente Regione, ma anche la società civile, ha cercato di coglierne tutte le potenzialità creando un sistema di aree protette che indubbiamente costituisce un valore sociale, ambientale ed economico.

Tuttavia bisogna essere coscienti che non basta istituire parchi e riserve per risolvere i problemi atavici delle zone interne e della montagna.

Per quanto riguarda lo specifico delle problematiche ambientali, si dovrebbero favorire azioni finalizzate:

–    al pieno recupero ed alla piena valorizzazione del paesaggio;

–    alla difesa del suolo;

–    infine, alla valorizzazione dei parchi e delle riserve, nel pieno rispetto della normativa nazionale e regionale.

CGIL,CISL e UIL ritengono opportuno confermare le posizioni già note circa lo sviluppo e la valorizzazione dei parchi attraverso il progetto APE, anche d’intesa con le altre regioni del centro Italia, favorendo un reale coordinamento tra regioni, Enti locali ed Enti parco.

La Regione Abruzzo, dovrà rendere fruibile le risorse ambientali anche per attività economiche sostenibili, cioè ecocompatibili.

*  In questo contesto proponiamo la costituzione di un9Agenzia regionale sulle politiche ambientali finalizzata a promuovere un quadro d’assieme delle diverse opportunità, strategie e dei nuovi lavori e di orientamento a livello di scuole e formazione professionale.

*  Infine l’attivazione di uno “sportello parco “  – nell’ ambito dello sportello unico regionale

–  in grado di interloquire a favore dei cittadini ed imprenditori con particolare attenzione all’ autoimpresa ed alle attività educative verso i giovani.

La Regione, nel contesto delle zone interne, non può non tener conto della specificità delle aree montane, come territorio aperto ed. interconnesso con la pianura e le aree urbane, essenziale per la riduzione degli squilibri tra centri montani e fascia costiera e per consentire alle città capoluogo di svolgere adeguatamente la funzione di città-servizi ai centri minori ed alle comunità delle zone interne.

C-    Ruolo ENTI LOCALI e STRUMENTALI

Le prime considerazioni riguardano L’Assessorato Regionale all’Agricoltura e la sua struttura periferica. L’Assessorato dovrebbe assumere un ruolo di indirizzo della legislazione e demandare agli enti locali o strumentali la gestione delle pratiche, attuando la delega alle Province secondo la legislazione vigente, previa consultazione con le Organizzazioni Sindacali.

a-   ARSSA: una attenzione particolare va alla nuova agenzia, che dovrebbe, anzitutto, vedere evolvere le sue caratteristiche, da strumento meramente operativo della Regione ad organismo dotato di maggiori margini di autonomia. iventa necessario un ruolo più incisivo e di indirizzo reale nell’ambito del comparto agro-industriale e rapida applicazione della legge di riforma. Infine, un suo maggiore  radicamento su tutto il territorio regionale.

b-   C.B. superamento dell’attuale gestione commissariale con l’elezione dei Consigli di Amministrazione e dei relativi presidenti. Occorre definire la natura dei Consorzi di Bonifica senza equivoci, attribuendo ad essi un ruolo tecnico ed operativo a Servizio delle istituzioni locali, cercando, nel contempo,   una maggiore sinergia con i consorzi acquedottistici per l’uso plurimo delle acque ed in prospettiva, promuovere un agenzia unica delle acque.

E’ indispensabile programmare per il prossimo triennio l’ammodernamento tecnologico e

strutturale di tutta la rete irrigua, obsoleta, anche per prevenire i pericoli di alluvioni. Infine necessita adeguare l’attuale normativa regionale.

c-   CGIL, CISL e UIL, ritengono necessario che vengano coinvolte le Università abruzzesi e nello stesso tempo che vadano valorizzati  i centri  regionali di ricerca e di sperimentazione, allo scopo di favorire gli operatori agricoli ed offrire agli Enti interessati un supporto scientifico alla soluzione delle problematiche emergenti, per il miglioramento delle produzioni, specie quelle caratteristiche dell’Abruzzo e loro commercializzazione.

Solo attraverso un nuovo patto sarà possibile favorire lo sviluppo delle zone interne, del sistema dei parchi e dell’agro-industria, se vogliamo invertire la rotta rispetto alle condizioni di attuale marginalità in cui si trova  oggi un pezzo considerevole del nostro territorio regionale.

Di Franco Leone

ex Segretario Generale della Cgil Abruzzo - ex Seg. Generale Cgil Pescara e dello Spi Regionale.