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UNA RIFLESSIONE SU FRAMMENTI DI STORIA DA SCRIVERE A PIÙ  MANI.

L’idea nasce da un incontestabile fatto. L’esistenza di una vasta documentazione fotografica prodotta  tra le “ironie” dei brontosauri del sindacato abruzzese, e perseguita dall’inesauribile e prezioso Bruno Birindelli. Che non ci stancheremo mai di  ringraziare.  Una raccolta visiva utile, da sola, a richiamare buoni sentimenti e rinnovata passione politica. Tante iniziative, manifestazioni, cortei, scioperi e convegni riconsegnate  visivamente ai protagonisti in maniera precisa. L’idea è questa: perché non accompagnare quelle immagini con descrizioni, riflessioni, documenti e relazioni da consegnare ad uno scritto aperto e reso disponibile ad accogliere ulteriori documentazioni, riflessioni, critiche ? Tutto utile allo scopo prefisso. Scrivere insieme un pezzo di esperienza vissuta dal gruppo dirigente della Cgil e da tanta gente che, con generosità ha sostenuto una linea di politica sindacale tesa al cambiamento e di resistenza ai tentativi di abbassare il livello di vita e dei diritti del mondo del lavoro. Oggi siamo dentro una crisi economica e politica di vaste proporzioni. Naturalmente si è aperto un dibattito infinito sulle sue cause, sulle terapie da perseguire per curare una economia malata. Prima dell’ingresso del nuovo secolo, la Cgil abruzzese sostenne il proprio diniego a politiche indirizzate ad intervenire sul tema del Costo del Lavoro (leggi abbassamento delle capacità retributive e dei diritti). La tesi perseguita dagli ambienti confindustriali, sostenuta da  qualche economista di comodo, era punteggiata dalla richiesta di abbassamento dei diritti dei lavoratori, dalla necessità di introdurre maggiore “flessibilità”, ma leggi precarizzazione del rapporto di lavoro e diminuzione del Costo del Lavoro, ma abbiamo già richiamata la sua traduzione in abbassamento delle retribuzioni. Uno scenario che si sviluppava dentro un processo di  concentrazione della ricchezza e dei poteri in mano a pochi come mai nella storia recente. Perdita di sovranità della politica, un Europa tradotta  nei vincoli posti dalle autorità economiche della UE alle scelte di bilancio dei singoli Paesi. Una riduzione dell’autonomia dei Governi e degli Stati, incapaci di dare risposte ai propri popoli, in termini di sviluppo e di occupazione. Una deresponsabilizzazione che ha avuto per effetto lo svuotamento degli spazi di partecipazione democratica e l’ apertura di una profonda crisi della coesione sociale e della tenuta democratica dei paesi. In conclusione lo spirito è facile intuirlo: realizzare una riflessione comune, partecipando nelle forme desiderate, stimolare il volontariato di coautori, invogliare l’dea  di rilancio della “partecipazione democratica”  strumento, anima e valore di una Cgil da rilanciare in una fase difficile della sua vita e della capacità di rappresentanza e rappresentatività.

Franco Leone